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Il provvedimento aggiorna la normativa su ricerca e innovazione e introduce un programma strategico triennale, un comitato scientifico e un tavolo permanente. L’impianto è soprattutto di indirizzo.
La Lombardia ha approvato una nuova legge regionale che aggiorna il quadro normativo su ricerca e innovazione e introduce strumenti dedicati allo sviluppo e all’uso dell’intelligenza artificiale. Il Consiglio regionale ha dato il via libera al provvedimento il 27 ottobre 2026. Tra le novità annunciate figurano una Carta regionale per lo sviluppo dell’AI, un programma strategico triennale, un comitato scientifico e un tavolo permanente di confronto.

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La legge si propone di promuovere un impiego responsabile dell’intelligenza artificiale, sostenere il trasferimento tecnologico e rafforzare il capitale umano attraverso la formazione. Il testo è stato descritto durante l’approvazione come un provvedimento prevalentemente di indirizzo: non va quindi confuso con un regolamento tecnico che, da solo, definisca tutte le procedure per imprese, enti pubblici e cittadini.
La Carta regionale per lo sviluppo dell’AI
La Carta è uno degli elementi più riconoscibili del provvedimento. Dovrebbe fissare principi e orientamenti per lo sviluppo e l’utilizzo dell’intelligenza artificiale sul territorio. Nel dibattito consiliare è stato ribadito che l’AI deve essere considerata uno strumento di supporto, mantenendo il controllo e la responsabilità finale in capo alle persone.
Questo principio è particolarmente importante nei servizi pubblici, nella sanità, nell’istruzione e nei processi che incidono sui diritti. Un sistema automatico può aiutare ad analizzare informazioni o velocizzare attività, ma le decisioni con conseguenze rilevanti richiedono procedure di controllo, possibilità di contestazione e responsabilità chiaramente attribuite.
Programma triennale, comitato scientifico e tavolo permanente
Il programma strategico triennale dovrebbe fornire una cornice temporale alle priorità regionali su ricerca e innovazione. Il comitato scientifico è pensato come luogo di competenza e valutazione, mentre il tavolo permanente può favorire il confronto tra istituzioni, imprese, università e altri soggetti coinvolti.
La presenza di organismi di coordinamento può aiutare a collegare politiche pubbliche, ricerca e applicazioni industriali. La loro efficacia dipenderà però da composizione, mandato, risorse, trasparenza dei lavori e capacità di produrre iniziative concrete.
Che cosa cambia per imprese e cittadini
Per le imprese, la legge può contribuire a orientare programmi di innovazione, formazione e trasferimento tecnologico. Per università e centri di ricerca, può rafforzare il raccordo con il sistema produttivo. Per i cittadini, il tema riguarda soprattutto l’uso responsabile dei sistemi AI nei servizi e la garanzia che l’automazione non cancelli la supervisione umana.
Non bisogna tuttavia dedurre che la legge introduca automaticamente nuovi bonus, obblighi tecnici specifici per tutte le aziende o un servizio regionale di intelligenza artificiale. Per conoscere gli effetti operativi occorre leggere il testo definitivo e seguire gli atti attuativi e i programmi che saranno adottati.
Le verifiche da seguire
I prossimi elementi da monitorare sono la pubblicazione del testo integrale, le modalità di costituzione del comitato scientifico, la definizione del programma triennale, le risorse destinate alle iniziative e il funzionamento del tavolo permanente. Sarà inoltre importante capire come la Carta regionale si coordinerà con la normativa nazionale ed europea sull’intelligenza artificiale.
La legge rappresenta un segnale politico e istituzionale: la Regione vuole partecipare alla trasformazione digitale e indicare principi per l’uso dell’AI. Il suo valore concreto si misurerà però nella capacità di tradurre questi orientamenti in strumenti, competenze e controlli verificabili.
Fonti
- ANSA — Uso etico dell’AI, approvata una legge in Lombardia (27 ottobre 2026)
- Regione Lombardia — Nuova legge regionale su ricerca e innovazione e Carta AI (30 ottobre 2026)